Wednesday, May 23, 2007

Il cinque per mille al Teatro Massimo



















Newsletter Teatro Massimo del 23 maggio 2007



 



Gentile amico,

anche quest'anno è possibile sostenere la cultura donando il cinque per mille dell’Irpef al Teatro Massimo


 

Sostieni la cultura

Destina il cinque per mille dell'Irpef al Teatro Massimo







Il Teatro Massimo ogni anno è meta di 150.000 visitatori e palcoscenico ineguagliabile per piu di 100.000 spettatori.
Migliaia di giovani e bambini partecipano ai nostri progetti di
formazione musicale girando per le sale del teatro: vederli è uno
spettacolo.

Ogni giorno il Teatro Massimo regala grandi emozioni e
la sera la sua scena rivive e incanta animata da grandi artisti di
tutto il mondo. Migliaia di giovani e bambini partecipano ai progetti
di formazione musicale e divengono essi stessi protagonisti degli
spettacoli.

Il Teatro Massimo guarda al futuro grazie anche al
cinque per mille dell'Irpef che, secondo la legge finanziaria, può
andare in favore delle fondazioni e delle associazioni impegnate nel
mondo della cultura.



Il cinque per mille non costa nulla al contribuente.

Non ci sono spese e non e alternativo all'otto per mille.



Come fare

I
modelli per la dichiarazione dei redditi contengono uno spazio dedicato
al cinque per mille: indica il codice fiscale della Fondazione Teatro
Massimo - 00262030828 - nella sezione Sostegno al volontariato, alle
associazioni e fondazioni. In questo modo contribuirai a mantenere alta
la grande tradizione del Teatro Massimo.



Per informazioni: marketing@teatromassimo.it - 091/6053267







Monday, May 07, 2007

Etna: nuova attivita' esplosiva dalla scorsa notte

Nella Valle del Bove, per ora non costituisce alcun pericolo







(ANSA) - CATANIA, 7 MAG - Una colata lavica fuoriesce dalla
notte scorsa da una frattura che si e' aperta dalla base del
cratere di Sud-Est dell'Etna. Il 'braccio' si muove in una
zona desertica della Valle del Bove, lontano da centri
abitati, e, allo stato, non costituisce alcun pericolo per
cose o persone. E' la quarta fase eruttiva registrata
sull'Etna dal 29 marzo scorso. A partire da quella data altre
due ci sono state l'11 e il 29 aprile. Tutte si sono
'esaurite' entro 48 ore dall'inizio.





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Sunday, May 06, 2007

2° Boat Show a Terrasini

La M.G. Forniture Navali s.r.l.

Venerdi 18, Sabato 19, Domenica 20

Maggio 2007

organizzerà la BOAT SHOW 2°



motonautica nuovo e usato



Che si terrà presso i suoi locali in

Via G.C.A. Dalla Chiesa, 25/27

a Terrasini (PA





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Saturday, May 05, 2007

die klima-allianz

Klimaschutz jetzt! Ein Appell der Klima-Allianz

Wir brauchen eine breite gesellschaftliche Bewegung für konsequenten Klimaschutz. Immer wieder wird die Klimapolitik von kurzsichtigen Interessen blockiert. Diese Blockaden wollen wir überwinden.

Die Klima-Allianz ruft die Bundesregierung, die Landesregierungen, die Unternehmen, die Gewerkschaften, die Verbände, Städte und Gemeinden und alle Bürgerinnen und Bürger dazu auf, mit dem Klimaschutz ernst zu machen: in der Politik wie auch im persönlichen Einflussbereich.

Die Zeit drängt. Der Klimawandel hat bereits eingesetzt. Eine neue Klima- und Energiepolitik duldet keinen weiteren Aufschub. Die Zeit ist reif für einen gesellschaftlichen Aufbruch.

Sunday, April 29, 2007

Sizilien-Ausflug des ultimativen “Stammtisch Oesterreich”

Die drei Franzl’s, der Poldi, der Hermann, ecc.. mit mir, Gunnar auf Entdeckungsreise in Sizilien: Mords-Spaß, viel gesehen und neue Freundschaften gemacht!!


Ich denke wir werden uns irgendwann und irgendwo wiedersehen !!


Ein Gruß an dieser Stelle an die Hallodris vom Stammtisch - es war dufte mit Euch !!




Wednesday, April 18, 2007

UN APPELLO ALL'EUROPA SULL'INQUINAMENTO AMBIENTALE


Pubblicato sul Manifesto un appello dell'Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno


concernente lo stato di inquinamento ambientale che minaccia l'Italia (e il mondo intero)








inquinamento_ambientaleNoi
cittadini italiani ed europei, preoccupati per l'appello lanciato dalla
UE a proposito della drammatica e potenzialmente irreversibile crisi
ambientale-climatica, sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione dei
Governi sull'inevitabile ricaduta degli effetti dannosi
dell'inquinamento prodotto da ogni singola nazione sulle altre e
sull'intero pianeta.  


La ricerca scientifica ha documentato negli ultimi anni che le sostanze
tossiche e inquinanti (diossine, PCB, metalli pesanti, particolato
ultrafine ecc..), prodotte dall'incenerimento dei rifiuti, possono
arrecare danni irreparabili non solo alla salute delle popolazioni
residenti nelle vicinanze di impianti inutili, antieconomici e
insalubri, ma, attraverso l'inquinamento della catena alimentare,
all'intera popolazione umana e agli ecosistemi. 


E' infatti noto che i suddetti "inquinanti organici persistenti"
(diossine, PCB ecc..) inquinano tutte le matrici ambientali per
migliaia di chilometri, accumulandosi nel corso degli anni; che il
vento trasporta per diecine di chilometri il particolato ultrafine
(capace di penetrare in profondità nei tessuti e nei nuclei delle
cellule, e di danneggiare il DNA); che la "globalizzazione" delle merci
e degli alimenti contaminati non ha confini. 


Una vasta letteratura scientifica ha ampiamente documentato gli
effetti mutageni e cancerogeni di molte delle succitate sostanze, e la
loro capacità di alterare i meccanismi di regolazione biochimica di
organi e apparati e di interferire con il funzionamento dei sistemi
immunitario e neuro-endocrino... contribuendo all'incremento di
malformazioni congenite, deficit dello sviluppo, pubertà precoci,
disturbi dell'apprendimento e del comportamento, malattie autoimmuni e
neuro-degenerative (tra cui l'Alzheimer).


Strategie scorrette e obsolete di processamento dei materiali
post-utilizzo e di smaltimento degli scarti industriali e dei rifiuti
urbani, unitamente al traffico internazionale di rifiuti tossici,
stanno determinando in molte regioni del mondo e in particolare in
Campania e nel Mezzogiorno d'Italia (come documentato da numerose
inchieste della magistratura e di prestigiose riviste scientifiche
internazionali) - a causa dell'inquinamento delle campagne, delle falde
acquifere, dei fondali marini e di vaste aree urbane - una vera e
propria catastrofe ambientale e sanitaria, le cui reali dimensioni
saranno evidenti solo tra anni/decenni.


Sulla base di quanto fin qui descritto, noi cittadini italiani,
nella consapevolezza che il compito della salvaguardia dell'ambiente e
della tutela della salute siano di competenza dell'Unione Europea,
denunciamo le dimensioni e la gravità del disastro ambientale della
Campania e di altre regioni italiane, che rischia di contribuire
pesantemente alla deriva ambientale e climatica del nostro continente e
dell'intero pianeta. Bruciare milioni di tonnellate di rifiuti,
sversare e interrare rifiuti tossici, riempire le discariche con le
ceneri di fondo provenienti dagli impianti di incenerimento ricche  di
diossine, furani, PCB, metalli pesanti significa infatti contribuire
alla sempre più grave alterazione chimica dell'atmosfera,
all'inquinamento delle falde idriche e dell'intero ciclo delle acque,
alla distruzione sistematica degli ecosistemi.




Chiediamo, quindi, che le maggiori istituzioni comunitarie si attivino
con urgenza per verificare i risultati delle ricerche sul particolato
ultrafine, che rappresenta, fra i molti inquinanti prodotti ed emessi
dagli inceneritori di rifiuti (oltre che da cementifici, acciaierie,
centrali a carbone, raffinerie ecc..) quello più pervasivo e dannoso
per l'uomo e per gli altri esseri viventi.


Chiediamo, in particolare, che la UE si faccia promotrice di una grande
Conferenza internazionale che renda edotti i decisori politici, gli
industriali, i tecnici, i medici e i cittadini comuni circa le enormi
(e colpevolmente sottaciute) potenzialità biocide del particolato
ultrafine: così da convincere tutti circa la necessità di rispettare le
leggi comunitarie e nazionali incentrate sulla corretta filiera di
trattamento dei materiali post-utilizzo, sulla disincentivazione della
termodistruzione degli stessi e sulla rapida eliminazione degli
impianti di incenerimento (che soltanto in Italia godono di vergognosi
incentivi pubblici (CIP6) grazie ad una norma mendace e immorale che
assimila i rifiuti alle fonti di energia rinnovabile).


L'Europa possiede indubbiamente le risorse culturali e scientifiche
per porsi - in un momento drammatico e cruciale per le sorti della
nostra civiltà - alla testa di un grande movimento di rinnovamento
culturale e morale che deve partire da un ri-orientamento complessivo
delle principali modalità e strategie di utilizzo delle risorse
energetiche, materiali, idriche, alimentari e genetiche del pianeta...
per impedire che un modello di sviluppo insostenibile, fondato su un
utilizzo dissennato dei processi di combustione, trasformi l'intera
biosfera in un ambiente invivibile per le generazioni a venire.


Oggi l'avv. Marotta, presidente dell'Istituto degli Studi
Filosofici, ha chiesto di proporre l'appello a personalità del mondo
scientifico e accademico:


in attesa che ci si organizzi per una sottoscrizione "telematica" chi volesse già aderire potrebbe farlo inviando una mail a


napoli segreteria assise: 
segreteria@napoliassise.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
   e/o
nicapone@studipolitici.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  e/o 
leghena@hotmail.comIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo






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Wednesday, April 11, 2007

Sizilianisches Lexikon - Sizilien in Stichworten




Sizilien (italienisch Sicilia), größte Insel Italiens und des
Mittelmeeres, die durch die Straße von Messina vom italienischen
Festland getrennt ist. Die 25 426 Quadratkilometer große Insel bildet
zusammen mit den angrenzenden kleineren Nebeninseln eine autonome
Region Italiens. Die Region hat etwa 5,2 Millionen Einwohner.


Der größte Teil der Fläche Siziliens wird von einer Hochebene
eingenommen, die sich auf 150 bis 580 Meter über dem Meeresspiegel
erhebt. Im Norden befinden sich die Gebirge Nebrodi und Madonie, die
einzigen deutlich abgesetzten Bergketten der Insel. Im Osten erhebt
sich der aktive Vulkanberg Ätna (3 350 Meter über dem Meeresspiegel).
Die tieferen Lagen der Berghänge sind vor allem von Orangen- und
Olivenhainen und der größte Teil der Hochebene von Weizenfeldern
bedeckt. Die fruchtbaren Ebenen von Catania am Südfuß des Ätna werden
immer wieder von Erdbeben heimgesucht. In Messina und den benachbarten
Dörfern kamen 1908 bei einem Beben mehr als 50 000 Menschen ums Leben.


Sizilien ist durch ein heißes, trockenes Klima im Sommer und milde
Winter gekennzeichnet. Auch die Regenzeit im Spätherbst und Winter
sowie der Schirokko, der von Nordafrika her über die Insel weht, tragen
nur wenig zur Linderung der allgemeinen Trockenheit bei.
Auf Gebirgshöhen und an Steilhängen wachsen vereinzelt Wacholder sowie
Buchen und Eichen. Im tiefer gelegenen Flachland wird Weizen angebaut,
daneben gedeihen dort Olivenbäume, Korkeichen, Pinien sowie Kastanien
und Eichen. Abgesehen von einigen Geierarten sind nur wenige wild
lebende Tiere auf Sizilien heimisch.






Wirtschaft

Sizilien ist ein Hauptstandort für den
Schwefelbergbau. Außerdem werden Stein- und Kalisalze gefördert. Auch
ist die petrochemische Industrie für die Wirtschaft der Insel von
Bedeutung. Ihre Produktionsstätten befinden sich überwiegend im Osten
Siziliens, vor allem in Catania und Syrakus sowie in Ragusa und Gela.
Die Landwirtschaft ist der dominierende Erwerbszweig der Sizilianer. Im
Binnenraum überwiegt der extensive Anbau von Weizen. Daneben werden
Reben, Zitrusfrüchte, Mandeln, Oliven und Bohnen angebaut. Vor der
Küste Siziliens gibt es ausgedehnte Fischgründe (Thunfisch, Sardellen,
Korallen und Krebstiere). Ein Viertel der Fischereiwirtschaft Italiens
wird von Sizilien aus betrieben. Weitere Wirtschaftszweige sind die
Produktion von Wein und Olivenöl, die Konservierung von Obst und Gemüse
sowie die Herstellung von Citronensäure. In den größeren Städten werden
Glaswaren, Metallwaren und Zündhölzer hergestellt. Sizilien exportiert
Schwefel, Obst und Gemüse, Sumach, Salz, Wein, Öl und Fisch.
Importgüter sind vor allem Getreide, Kohle und Eisen. Fast der gesamte
Handel wird über die drei größten Häfen, Palermo (die Hauptstadt der
Region Sizilien), Catania und Messina abgewickelt.






Sehenswürdigkeiten

Aufgrund ihrer langen, wechselvollen
Geschichte bietet die Insel eine Vielzahl von Sehenswürdigkeiten. Alle
hier wirkenden Kulturen hinterließen eine Reihe von Zeugnissen. Kaum
eine andere Region bietet auf ähnlich großem Raum eine derartige Fülle
von architektonisch interessanten Bauten. Die Zentren von Palermo,
Catania, Messina, Syrakus, Trapani und anderen Städten beherbergen
neben Bauten aus griechischer und römischer Zeit auch Bauwerke aus der
Normannenzeit sowie zahlreiche Beispiele moderner Architektur. Darüber
hinaus sind auch viele Siedlungen aus der Antike in Resten erhalten.


Zu den bekanntesten archäologischen Sehenswürdigkeiten gehören die
griechischen Ruinen von Agrigento im Süden der Insel. Die im so
genannten Tal der Tempel freigelegten, aus dem 5. und 6. Jahrhundert v.
Chr. stammenden dorischen Tempel zählen zu den besterhaltenen ihrer
Zeit. Herausragend ist der Tempel des Zeus; dieses 480 v. Chr.
errichtete, aber nie fertig gestellte Bauwerk wurde anlässlich des
Triumphs der Griechen über die Karthager angelegt. Mit einer Länge von
113 Metern ist der Zeustempel die größte Halle des griechischen
Altertums. Weitere Tempel sind anderen Gottheiten, wie etwa Hera und
Concordia, geweiht.


Ein weiteres herausragendes Beispiel griechischer Architektur ist
der Apollontempel von Selinunt, einer Stadt im Südwesten der Insel. Auf
der vollständig von Mauern umgebenen Akropolis sind Reste dorischer und
hellenistischer Tempel erhalten. Weitere Beispiele gut erhaltener
Bauten aus griechischer Zeit finden sich in Segesta im Nordwesten von
Sizilien. Zu den erhaltenen Sehenswürdigkeiten aus der Antike gehören
ein hellenistisches Theater aus dem 3. Jahrhundert v. Chr., das aus dem
Felsen gehauen wurde, und ein unvollendeter Tempel aus dem 5.
Jahrhundert v. Chr. auf einem Höhenrücken im Westen der Stadt; er
umfasst 36 Säulen und zählt zu den am besten erhaltenen dorischen
Tempelbauten auf Sizilien. In der auf dem Monte Catlafano östlich von
Palermo gelegenen, von Phönikiern gegründeten und später von Römern
übernommenen Stadt Solunto sind die Ruinen eines Gymnasiums und eines
Theaters erhalten.





Geschichte

Die ältesten Bewohner Siziliens waren die
Sikelia, die von der Südspitze Italiens auf die Insel einwanderten. Die
Aufzeichnung der Geschichte Siziliens begann mit der Gründung
griechischer und phönizischer Siedlungsgebiete. Die erste griechische
Siedlung, Naxos, wurde 735 v. Chr. gegründet, die späteste, Akragus
(heute Agrigent genannt), etwa um 580 v. Chr. Akragus und Gela wurden
schon frühzeitig zu dominierenden Zentren. Unter der Herrschaft von
Phalaris war Akragus wahrscheinlich vorübergehend mächtigste Kolonie
Siziliens. Gela unterwarf unter dem Tyrannen Gelon die meisten anderen
griechischen Städte der Insel.


Die Karthager erreichten die Insel erstmals 536 v. Chr. und übten
ihre Herrschaft vor allem im Westen der Insel aus. Die wichtigsten
karthagischen Siedlungen waren Panormus (heute Palermo), Motya und
Solois. In der Schlacht bei Himera (480 v. Chr.) wurde die karthagische
Armee von Gelon vernichtend geschlagen und Hamilkar, der karthagische
Führer, getötet. Die gelonische Dynastie brach 466 v. Chr. auseinander.
410 v. Chr. entflammte erneut ein Krieg zwischen den Karthagern und
Griechen um den Besitz der Insel. Die Karthager siegten zwar, doch
konnte ihr Eroberungsfeldzug unter der Führung des griechischen
Tyrannen Dionysios I. (405-367 v. Chr.) unter Kontrolle gehalten
werden. 241 v. Chr. wurde Sizilien mit Ausnahme des einstigen
Territoriums von Dionysios I. während des 1. Punischen Krieges zur
römischen Provinz. Der Rest der Insel wurde erst 212 v. Chr. römisch.
Die wichtigsten Ereignisse in Sizilien während der Herrschaft der Römer
waren die beiden Sklavenkriege (136-132 v. Chr. und 104-101 v. Chr.).
Nach der Herrschaft der Wandalen unter Geiserich (440 n. Chr.) und der
Übergabe der Insel an den Führer der Ostgoten, Theoderich, fiel
Sizilien unter der Führung des Generals Belisar 535 an das
Byzantinische Reich.


Ab 827 eroberten und beherrschten die Sarazenen Sizilien. 1061
begann die Eroberung Siziliens durch die Normannen unter Robert
Guiscard und seinem Bruder Roger I. von Sizilien, die 1091 beendet
wurde. 1127 wurde Roger II., Graf von Sizilien, als Herzog von Apulia
und Calabria anerkannt, und 1130 nahm er den Titel König von Sizilien
an.






Die beiden Sizilien

1194 schufen die Hohenstaufen, dessen
neben Barbarossa berühmtestes Mitglied der Kaiser des Heiligen
Römischen Reiches Friedrich II. war, einen modernen Verwaltungsstaat.
Als Friedrich I. von Sizilien leitete jener einen hervorragenden Hof
und erließ im Jahr 1231 die antifeudale Verfassung von Melfi mit einer
zentralen Verwaltung Siziliens. Kurz nach seinem Tod (1250) brach die
Herrschaft der Staufer zusammen. Mit päpstlicher Unterstützung übernahm
Karl I., Graf von Anjou und Bruder des französischen Königs Ludwig IX.,
1268 die Kontrolle über das Königreich. 1282 revoltierten die Bürger
Palermos gegen seine Unterdrückungsherrschaft. Der Aufstand ist als
Sizilianische Vesper bekannt. Neapel blieb zwar unter Kontrolle des
Dynastengeschlechts Anjou, doch wurde Sizilien unabhängig und wählte
den König von Aragonien, Peter III., der durch seine Heirat mit dem
Hause Hohenstaufen verwandt war, zum König von Sizilien.


Ferdinand V. von Kastilien, der seit 1468 König von Sizilien war,
ernannte sich 1504 selbst zum Herrscher des Königreiches Neapel. Die
spanische Krone behielt beide Länder bis zum Spanischen Erbfolgekrieg (1701-1713).
Durch das Abkommen von Utrecht (1713) wurde Sizilien von Neapel
getrennt und dem Herzog von Savoyen, Victor Amadeus II., anvertraut,
der es sieben Jahre später im Austausch gegen die Insel Sardinien an
Österreich abtrat.


1734 überfiel der Bourbone Don Carlos (später König von Spanien,
Karl III.), Neapel und Sizilien und wurde 1735 gekrönt und durch das
Wiener Abkommen als Karl IV., König der beiden Sizilien, anerkannt.
Nach dem Frieden von Aix-la-Chapelle (1748) herrschte in Italien für
fast 50 Jahre Ruhe, so dass sich Sizilien in den Bereichen Verwaltung,
Wirtschaft und Bildungswesen weiterentwickeln konnte. Erst durch die
Französische Revolution kamen neue Unruhen auf. Dem Bündnis gegen die
französische Republik schloss sich auch Ferdinand I., der König der
beiden Sizilien, an.





Die Napoleonischen Kriege

Im Dezember 1798 unternahmen die
Neapolitaner den Versuch, die Franzosen aus dem Kirchenstaat zu
vertreiben. Sie wurden zurückgedrängt, Neapel wurde eingenommen (im
Januar 1799), und es entstand die Parthenopische Republik. Im gleichen
Jahr wurde Ferdinand I. mit Unterstützung der britischen Flotte wieder
eingesetzt. 1799 eroberte Napoleon Bonaparte das Königreich von Neapel
und setzte seinen Bruder Joseph auf den Thron. Sizilien wurde weiterhin
von Ferdinand regiert. 1808 wurde Joseph Bonaparte von Joachim Murat
als König von Neapel abgelöst, und nach dem Sturz Murats im Jahr 1815
wurde Ferdinand erneut König von Neapel. Ende 1816 vereinigte Ferdinand
die beiden Königreiche Neapel und Sizilien wieder zu dem Königreich
beider Sizilien und kam seinen Reformversprechen nicht nach.






Königlicher Streit und die Vereinigung mit Italien

1820 fand
in den neapolitanischen Herrschaftsgebieten ein militärischer Aufstand
statt, um eine verfassungsrechtliche Regierung zu errichten, dem sich
auch eine revolutionäre Gruppe namens Carbonari anschloss. Ferdinand
stellte sich den Forderungen, obgleich er vorher mit Österreich überein
gekommen war, keine konstitutionellen Zugeständnisse zu machen. Zur
gleichen Zeit entstand auf Sizilien eine revolutionäre
Unabhängigkeitsbewegung. 1821 beauftragte der Kongress der Großmächte
in Laibach Österreich damit, Ferdinands absolute Macht wieder
herzustellen. Ferdinand wurde 1825 von seinem Sohn Franz I. abgelöst,
der wiederum von seinem Sohn, Ferdinand II., abgelöst wurde (1830).
Nach 1843 fanden die republikanischen Theorien des italienischen
Patrioten Giuseppe Mazzini einen starken Anklang in Süditalien. Anfang
1848 erhob sich Sizilien und zwang Ferdinand II., seinen Untertanen
eine parlamentarische Verfassung zu gewähren. Diese befriedigte die
Sizilianer jedoch nicht, und sie setzten Ferdinand ab. Unterstützt von
reaktionären Kräften, bekämpfte Ferdinand in seinen neapolitanischen
Gebieten erfolgreich die damals Italien erschütternde revolutionäre
Bewegung. Im September 1848 drangen seine Streitkräfte in Sizilien ein.
Im Mai 1849 kapitulierte Palermo, und die Revolution auf der Insel war
beendet. Ferdinand übte Vergeltung an den Rebellen und wurde darin erst
durch das Eingreifen der Briten gebremst. 1859 wurde Ferdinand II. von
seinem Sohn, Franz II., abgelöst. 1860, nachdem Norditalien von der
österreichischen Herrschaft befreit worden war, landete der
italienische Nationalist Giuseppe Garibaldi mit 1 000 Freiwilligen auf
Sizilien und gewann die Kontrolle über die Insel. Danach wurde Sizilien
Teil des neuen Königreiches Italien (1861).


Die von den Piemontesen dominierte nationale Regierung hatte
jedoch nur wenig Verständnis für den Süden. Bemühungen, die Macht zu
zentralisieren, sowie eine drückende Steuerlast und Einberufungen
verschärften den Unmut des Südens und führten in Palermo 1866 zu einem
Aufstand, der aber scheiterte. Die Beziehungen zwischen dem Süden und
dem Norden verbesserten sich auch nicht, als der aus Sizilien stammende
Francesco Crispi die nationale Regierung von 1887 bis 1891 und von 1893
bis 1896 leitete. Die schweren Landarbeiterunruhen konnten nur mit Mühe
unterdrückt werden, nachdem Crispi 1894 das Kriegsrecht auf Sizilien
ausrief. Bis 1915, als Italien in den 1. Weltkrieg eintrat, waren die
Beziehungen zwischen dem Norden und dem Süden von gegenseitigem
Misstrauen geprägt.


Nach dem Krieg und der faschistischen Machtübernahme im Jahr 1922
versuchte Benito Mussolini, die Mafia mit polizeistaatlichen Mitteln zu
bekämpfen. In der Nacht vom 9. zum 10. Juli 1943 landeten die
Alliierten in Sizilien und eroberten die Insel innerhalb von 38 Tagen.
Dieser Einsatz auf Sizilien führte zu Mussolinis Sturz und einige
Wochen später zur Kapitulation der italienischen Regierung.





Die Entwicklung nach dem 2. Weltkrieg

Unter der Verfassung
von 1946 wurde Sizilien zu einer autonomen Region Italiens mit
umfangreichen Selbstverwaltungsrechten. Ein Regionalrat aus
Ratsmitgliedern und einem Präsidenten wird vom Volk gewählt.


Da die Industrie und Landwirtschaft nicht alle Arbeitskräfte
beschäftigen können, erfolgt eine starke Abwanderung nach Norditalien
und in andere europäische Länder. Nach dem 2. Weltkrieg erlebte
Sizilien ein Wiedererstarken der Mafia, die inzwischen für das moderne
Italien zu einem ernsthaften Problem geworden ist.







Autor:
Renate Hirschberger, Dipl.-Geol.
lebt als freie Autorin für Geowissenschaften, Kartographie und Touristik in Warmisried.




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